oroscopo

L’oroscopo e il modo in cui viene concepito oggi

Bisogna ammetterlo. Il tempo passa ma la passione per gli astri e le predizioni future non tramonta mai. La maggior parte delle persone tende a leggere il proprio oroscopo quotidiano, praticamente ogni giorni, aspettandosi il consiglio per affronterà la giornata o la frase che gli dia speranza per il futuro.

 L’oroscopo: origini del termine

Il termine deriva dal latino hōroscopus, che a sua volta proveniente dal greco ὡροσκόπος hōroskópos, il cui significato letterale è «osservare l’ora». Non a caso trattasi di una interpretazione basata sulla posizione in cui gli astri si trovano quando avviene un qualunque evento.

Per quel che concerne i contenuti dell’oroscopia, parliamo di una vera e propria arte divinatoria, n cui si tenta di trarre un pronostico per il futuro dagli astri e dal loro movimento periodico.

L’accezione moderna del concetto di oroscopo

Oggi diamo un’importanza alle predizioni astrologiche ancora più profondo rispetto alle sue millenarie origini. I consigli delle stelle che consultiamo ogni giorno dalle riviste o dai blog o dalle applicazioni per telefoni, mostrano infatti lo stretto collegamento, inspiegabile, esistente tra la vita dell’uomo e le stelle, tant’è che per ognuno di noi c’è un segno zodiacale. Quest’ultimo infatti rappresenta la posizione in cui il sole si trovava quando siamo nati. Secondo la disciplina astrologica i segni zodiacali sono 12, uno per ogni mese dell’anno e sono divisi in 4 gruppi. Essi sono:

  • segni d’aria sono Gemelli, Bilancia e Acquario;
  • segni di acqua sono Cancro, Scorpione e Pesci;
  • segni di fuoco Ariete, Leone e Sagittario;
  • segni di terra Toro, Vergine e Capricorno.

Lo zodiaco si concentra in una ruota, o meglio in un cerchio diviso in aree di trenta gradi, ognuna della quali contiene un segno. Segno che si stabilisce secondo la posizione del Sole nel giorno e l’ora della nascita. Ed ecco spiegata anche l’esistenza dell’ascendente. Questi infatti si calcola in base a ora, giorno e luogo di nascita, ed è il punto dello zodiaco che interseca l’orizzonte della terra ad est, nel momento in cui una persona nasce.

L’astrologia di una volta

Un tempo, alle origini, l’astrologia e tutto ciò che la riguarda veniva considerata una scienza. Scienza che rappresentava un punto di riferimento per i popoli di una volta, come babilonesi, sumeri, indiani, cinesi. Essa serviva piuttosto ad osservare i fenomeni celesti. Gli esperti dell’epoca la usavano per predire guerre, carestie, risvolti politici.

Allora si usava il termine astrologia per indicare anche le scoperte che si facevano in campo astronomico. Questa sorta di confusione disciplinare coinvolse gli stessi Galilei e Keplero, che durante la loro epica venivano definiti astrologi. Grazie poi alla rivoluzione scientifica, a quella copernicana e all’affermazione del concetto eliocentrico, le due discipline si sono distaccate. Così l’astrologia è diventata una pratica dell’occulto e una pseudoscienza, in quanto non esiste una prova reale del suo contenuto e dei suoi concetti.

Una vera e propria scienza?

Il National Science Board degli Stati Uniti d’America più di dieci anni fa ha definito l’astrologia una pseudoscienza, che non ha nulla a che vedere con il contenuto provato della scienza.

Tuttavia, l’astrologia cosiddetta moderna sta tentando di effettuare una inversione di marcia. L’obiettivo infatti è quello di uscire dalla mera credenza popolana, per far sì che la disciplina possa godere di una nicchia sua mirata. Una nicchia cioè umanistica, creativa e intellettuale, usata per la descrizione, attraverso il linguaggio simbolico, di fenomeni umani collegati a quelli della Terra.