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Parlare nel sonno: da cosa dipende e cosa significa

Sebbene possa sembrare qualcosa di divertente ed apparentemente non problematico, parlare durante il sonno è un vero e proprio disturbo. Disturbo che come vedremo ha delle peculiarità ben precise, in particolare in psicologia.

Definito scientificamente sonniloquio, si tratta di una parasonnia comune soprattutto nei bambini (anche se sono tantissimi gli adulti che ne soffrono). Esso si manifesta sia nella fase REM che in quella NREM del sonno: nella prima fase le frasi dette sono di senso compiuto, mentre nella seconda si manifesta con parole incomprensibili e strani versi.

Le cause

Il sonniloquio ha delle fondamenta genetiche. Esso inoltre si ricollega a un sonno profondo molto forte durante il quale gli eventuali stimoli provocano la parlantina anziché il risveglio del soggetto. Quando si tratta di bambini, parlare nel sonno è sintomo di problemi come stati febbrili, apnee notturne e deprivazione del sonno. Invece per gli adulti potrebbero esseri cause ulteriori quali ad esempio stati ansiosi, stress, depressione, uso abituale di droghe o alcool o l’assunzione di farmaci.

Per quanto annoverato tra i disturbi del sonno, il sonniloquio non è di per sé un problema talmente grave da richiedere un trattamento terapico. Tuttavia spesso le persone consapevoli di questa loro “peculiarità” del sonno, vivono male l’idea di poter dire qualcosa di poco gradevole o di sconveniente durante la notte in presenza dei partner.

Se non abbiamo mai sofferto di parlantina nel sonno, ed improvvisamente prendiamo a sproloquiare, allora potrebbe esserci un problema di fondo di natura psicologica. Per cui non bisogna sottovalutare la cosa, e diventa dunque opportuno consultare uno specialista in tali circostanze.

Rimedi e cure del disturbo

In base all’intensità con cui si manifesta notte dopo notte, il sonniloquio può essere considerato un problema lieve o grave. Quando infatti accade di rado, non sussiste alcun tipo di necessità, essendo episodi sporadici che nulla possono significare.

Quando invece lo sproloquio nel sonno è ricorrente, potrebbe voler dire che ci sono altre problematiche di basi (soprattutto se il sonniloquio si ricollega ad altre parasonnie). Per tal ragione sarà bene rivolgersi ad un medico ed indagare sulla radice del problema.

In tal senso si potrebbe fissare un appuntamento presso Centro del Sonno, una struttura specializzata in questi disturbi, dove il paziente verrà sottoposto ad un esame non invasivo, detto polisonnografia, che registra dati mentre la persona interessata dorme.

In linea di massima comunque non esiste un farmaco, una cura o un rimedio per eliminare questa abitudine inconscia. Ciò che serve è risolvere il problema che la provoca. Il consiglio che possiamo dare dunque per ridurre i monologhi notturni concerne la riduzione del consumo di bevande eccitanti, l’abolizione dalla propria dieta dell’alcool. Sarebbe meglio interrompere l’uso di droghe e dormire almeno otto ore a notte. Per quanto possa sembrare sacrificante, sarebbe anche meglio evitare il sesso prima di andare a dormire, in quanto attività eccitante.

Infine, qualora il sonniloquio inizi a camminare parallelo al sonnambulismo, potremo chiedere al medico specialista di prescrivere una cura a base di benzodiazepine, degli psicofarmaci ansiolitici che dovrebbero conciliare il sonno. Come rimedi naturali ,in tal senso si possono assumere i fiori di Bach.