Villa Panza di Varese: storia ed opere ospitate

Sulle alture di Biumo, vicino a Varese, si trova una villa del 1700 di grande interesse artistico sia per la sua raffinatezza che per le opere ospitate, tutte appartenenti ai grandi interpreti dell’arte contemporanea.
Conosciuta come Villa Panza, questa splendida costruzione antica era originariamente nata come villa Menafoglio, dal nome della casata che la volle erigere non tanto per abitarci quanto per utilizzarla come ambiente di rappresentanza per feste e ricevimenti. Grazie ai Menafoglio la villa fu abbellita secondo il gusto dell’epoca, ricorrendo anche a un giardino alla francese che circonda l’edificio a tre piani, caratterizzato dalla caratteristica forma a ferro di cavallo.
Nel 1800 la proprietà dell’immobile passo alla famiglia Litta, che ne volle fare un’abitazione signorile per potersi ritirare nella campagna di Varese. Da qui alcuni interventi di ampliamento delle sale e la costruzione del salone impero, un fabbricato dalla curiosa forma ovale che veniva utilizzato come sontuosa sala da pranzo. All’interno del salone sono di particolare pregio il camino, le consolle antiche addossate alle pareti e il decoro del pavimento caratterizzato dal grande rigore geometrico. I Litta decisero anche di rimodernare il giardino, adattandolo al gusto inglese del 1800 che preferiva una vegetazione più incolta rispetto alle ordinate aiuole degli spazi alla francese. Sempre durante il 1800 vennero costruiti due nuovi elementi: la serra e il tempietto, quest’ultimo sapientemente nascosto da una suggestiva macchia boscosa.
La villa cambia proprietario ancora una volta nel 1956, quando diviene proprietà del conte Giuseppe Panza di Biumo, dell’omonima famiglia che ha dato nome all’immobile e che ancora ne detiene il possesso. È in questo periodo che l’edificio inizia a ospitare i primi pezzi di una collezione d’arte dove si possono ammirare le opere di alcuni grandi artisti contemporanei: il conte Panza, infatti, era molto appassionato di questo tipo di produzione, che coltiverà fino alla sua morte nel 2010.

La collezione di Villa Panza

Il conte Panza inizia a collezionare opere d’arte dopo un viaggio negli Stati Uniti compiuto nel 1950, dove viene a contatto con la pittura informale e i primi esempi di Pop Art che stavano in quel periodo acquistando popolarità nel paese a stelle e strisce. Tornato in Italia Panza si mise in contatto con i più famosi galleristi italiani per acquistare i pezzi più belli di artisti americani ed europei come Restany, Rothko e Rauschenberg. Ogni opera trova presto una sua collocazione nella villa di Varese, dove la luminosità delle stanze si rivela fondamentale nella valorizzazione di pitture, sculture e reperti di ogni tipo, compresi oggetti del mesoamerica. Già negli anni ’60 il conte Panza studia per la villa dei veri e propri percorsi che permettano di usufruire al meglio della sua collezione, integrandoli anche con delle opere di Land Art fatte installare nel giardino esterno. Oggi il primo piano della villa è adibito a collezione permanente che può essere visitata insieme al parco.
I visitatori della villa possono ammirare delle opere a soggetto monocromatico di diversi artisti del XX secolo, comprese le famose stanze luminose di Dan Flavin contenute nell’Ala dei Rustici, ovvero le antiche scuderie. Di grande impatto anche le tele monocolore di Rothko, valorizzate dalla luminosità quasi eterea della villa: fra le oltre 150 opere, inoltre, si possono ammirare sculture di Robert Morris, composizioni pop di James Rosenquist e installazioni di Sol LeWitt.
La collezione continua anche nel giardino della villa, dove si possono trovare anche altre opere pensate appositamente per valorizzare lo spazio esterno dell’edificio: la più importante è sicuramente il monumentale cerchio di legno di Richard Long.