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Come diventare autoriparatore professionista

Il mestiere di autoriparatore può essere tra i più gratificanti e remunerativi dal punto di vista economico, dal momento che si tratta di un settore che apparentemente non conosce mai crisi.

Tuttavia, prima di poter avviare questa attività è necessario procedere ad alcune pratiche burocratiche, nonché far fronte ad alcuni investimenti iniziali.

Con questo articolo vedremo, appunto, tutto ciò che riguarda il come diventare autoriparatore di auto professionista.

 

La formazione professionale

 

La qualifica professionale di autoriparatore richiede un certificato regionale, dal momento che sono le autorità amministrative ad avere la competenza nel determinare l’iter formativo e burocratico necessario ad accedere a questo titolo.

Solitamente, a questo scopo sono istituiti degli organismi di formazione professionale, pubblici o privati, che organizzano dei corsi volti alla preparazione e a quanto altro occorra per ottenere la qualifica.

Per diventare autoriparatore di auto professionista è necessario acquisire alcune competenze specifiche, che possono essere conseguite sia con diplomi di istituti tecnici professionali, o anche grazie a istituti paritari che attestino la frequenza per un certo numero di ore, divise tra formazione teorica con lezioni frontali e tirocini e stage in azienda.

Tutto ciò serve per poter acquisire tutte le competenze necessarie al mestiere, al fine di acquisire l’esperienza lavorativa necessaria: solitamente, è opportuno che nei primi anni di professione si faccia pratica presso un’altra autofficina.

Oltre alla formazione teorica in termini di meccanica, sono necessarie anche conoscenze elettroniche, nonché conoscere le regole di gestione di un’impresa, dal punto di vista organizzativo, finanziario e fiscale.

 

Le autorizzazioni amministrative

 

Il forum dell'autoriparatoreUna volta acquisite le necessarie conoscenze e i titoli abilitativi all’esercizio del mestiere di autoriparatore, per avviare l’attività è necessario dotarsi anche degli strumenti previsti dalle leggi di settore.

I requisiti generali per l’accesso alla disciplina sono disciplinati dalla legge 122/1992: questa normativa accorpa le attività di elettrauto e di meccanico-motoristica nella cosiddetta meccatronica, individuando poi al suo interno le categorie di meccatronico, carrozziere e gommista.

In tutti e tre i casi, per avviare l’attività è necessario presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), presso lo Sportello Unico per le Attività produttive del Comune al cui interno si vuole aprire l’impresa.

Decorsi i termini di legge per l’ottenimento dell’autorizzazione, bisogna poi fare domanda di iscrizione al Registro delle Imprese, tenuto presso la provinciale Camera di Commercio, nonché fare la denuncia al Repertorio delle Notizie Economiche e Amministrative (REA).

Infine, il titolare deve compilare l’autocertificazione antimafia, nominare un responsabile tecnico (anche lo stesso titolare, se munito dei requisiti di legge) e dimostrare il possesso degli altri requisiti previsti dalla legge, quali: il possesso della cittadinanza italiana o europea, l’assenza di condanne penali per reati compiuti nell’ambito di interventi di riparazione, modifica e interventi su veicoli a motore, l’attestazione di aver svolto l’attività in veste di collaboratore nel quinquennio precedente.

 

Come aprire un’officina

 

Una volta in possesso di tutte i titoli e delle autorizzazioni necessarie, è il momento di provvedere alle spese dovute per l’apertura dell’attività.

In questo caso, dovrai mettere in conto una serie di investimenti volti a coprire l’affitto o l’acquisto dei locali adatti a svolgere l’attività, l’acquisto di tutte le attrezzature utili a svolgere il lavoro, nonché la predisposizione degli arredi necessari alla gestione degli uffici destinati al magazzino e alla contabilità; da ultimo, occorrerà preventivare le somme necessarie al pagamento degli stipendi di eventuali collaboratori.

Inoltre, a seconda delle particolarità dell’attività che si intende avviare, è da tenere in considerazione l’eventualità di richiedere ulteriori certificazioni amministrative, specie se è previsto che l’attività possa procurare un impatto acustico in deroghe alle soglie dei regolamenti comunali, se si tratta di officine con superficie superiore ai 300 mq, o, infine, se si prevede di impiegare oltre 25 addetti.

 

Fonte: www.autodiagnostic.it