Depressione post parto: cos’è e quali sono i sintomi

La gravidanza è un viaggio di nove mesi pieno di emozioni e aspettative. Ansia, felicità, gioia, paura e impazienza sono solo alcune delle più comuni che accompagnano le future madri in questo viaggio della vita. Il momento del parto, allo stesso modo, è un momento in cui si concentrano sensazioni uniche al mondo. Dare alla luce una nuova vita è un evento che segna indelebilmente l’animo di ogni donna che sceglie di diventare madre.

Sia che si sceglie di partorire in una struttura che di partorire in casa, il rientro in casa o l’inizio della nuova vita è magico, con tutta l’agitazione legata all’arrivo del nuovo membro della famiglia. Quando però iniziano a scorrere, lenti, i primi giorni, la mamma può sperimentare delle sensazioni di cui, purtroppo, ancora non si parla abbastanza. In questo frangente si accavallano aspettative e previsioni alla realtà, e ad aggravare la situazione concorrono anche diverse dinamiche di natura ormonale e chimica che interessano il corpo stesso della neo mamma. Ma come riconoscere la depressione post parto? Qual è la differenza tra depressione post partum e baby blues? Quando è il caso di rivolgersi a una figura professionale, quale può essere uno psicologo o uno psicoterapeuta? Ecco dei consigli utili.

Cos’è la depressione post parto

La depressione post parto (o meglio, depressione post partum) si può considerare come una delle complicazioni del parto, in quanto può scaturire subito dopo l’evento. Nello specifico, si tratta di un disturbo dell’umore che possono arrivare anche a ripercuotersi sulle normali attività quotidiane. Questo disturbo è più comune di quanto si possa pensare, in quanto è legato a delle dinamiche di tipo ormonale che si scatenano dopo il parto. Può durare pochi mesi, ma arrivare anche a due-tre anni (depressione post partum tardiva), se non riconosciuta e supportata adeguatamente.

Si parla di baby blues quando si fa riferimento allo stato di tristezza e profonda malinconia che spesso colpisce le donne nelle due-tre settimane immediatamente successive al parto. Quando però questo stato d’animo e tono dell’umore si protraggono oltre questo termine e arrivano a inficiare la qualità delle vita quotidiana in modo invalidante, si può iniziare a parlare di depressione post parto.

Depressione post parto: sintomi più comuni

Come accennato, non è infrequente soffrire di sbalzi d’umore, ansia, tristezza e crisi di pianto subito dopo il parto. Sono reazioni assolutamente normali che sperimenta la maggior parte delle donne. Ma come capire se è depressione post partum? Innanzitutto, ci sono dei sintomi che, se protratti nel tempo, possono aiutarci a capire cosa stiamo vivendo. Per esempio, si possono riscontrare delle difficoltà e una diminuzione della concentrazione, così come disturbi del sonno, come l’insonnia.

Lo stato d’animo è solitamente triste, con pianti incontrollabili e improvvisi, rabbia, aggressività, debolezza, stanchezza e reazioni di eccessivo interesse o disinteresse verso il bambino. A questo quadro si aggiunge spesso un notevole carico di stress, dovuto sia al nuovo ruolo che all’ambiente che circonda le puerpere. Questo può portare anche a sviluppare una incapacità di prendersi cura di se stesse, oltre che attacchi di panico e stati di ansia che, nei casi più gravi, possono portare a comportamento suicidario.

Come curare la depressione post partum?

Cosa fare, quindi, se ci riconosciamo o riconosciamo un nostro affetto in questa descrizione? Innanzitutto bisogna sapere che questo disturbo può risolversi in modo indipendente, con il tempo, ma è una eventualità piuttosto rara. Il primo passo per uscire dalla depressione post parto è riconoscerla e cercare aiuto. Un aiuto che deve partire necessariamente da chi ci sta attorno, che deve supportarci, ascoltarci e assecondare le nostre richieste in qualità di madre, donna ed essere umano. In secondo luogo, un aiuto da parte di un professionista sanitario specializzato, che saprà seguire in modo adeguato la paziente.

Come gli altri devono concentrare la loro disponibilità, il loro amore e la loro dedizione alla nuova diade che si è formata (madre-figlio), allo stesso modo la neo mamma deve accettare di essere aiutata. Che si tratti di un aiuto pratico, emotivo o psicologico, è importante potersi sentire sempre accolte.