Riabilitazione sportiva: intervista a Roberto Franzese

In questo articolo, ci occuperemo della riabilitazione sportiva, servendoci delle informazioni del dottor Roberto Franzese.

Per approfondire l’argomento, potete visitare il sito www.robertofranzese.it.

Dottore, prima di tutto, cosa significa riabilitazione sportiva?

La riabilitazione sportiva consiste in un insieme di pratiche che hanno lo scopo di trattare patologie di tipo traumatico che interessano gli sportivi.

Nello specifico, questa branca della fisioterapia si occupa della cura e della riabilitazione di traumi e patologie da essi derivanti, nonché della loro prevenzione.

Cosa cambia tra riabilitazione per pazienti sportivi e pazienti non sportivi?

I trattamenti in questione mirano al recupero degli atleti, in modo da metterli in condizione di riprendere nel minor tempo e nelle migliori condizioni possibili la propria attività sportiva.

La riabilitazione per pazienti sportivi segue un percorso diverso da quello utilizzato per i pazienti non sportivi: ad esempio, le sedute possono essere più frequenti, soprattutto nel caso di competizioni prossime.

Diversi sono anche i tempi di recupero, che tendono ad essere inferiori per uno sportivo, che gode di una condizione fisica migliore e che, il più delle volte, ha meno di 40 anni.

Quantità, qualità e intensità del trattamento sono superiori rispetto ai pazienti non sportivi e rispetto ai pazienti non agonisti, perché è diverso lo scopo perseguito.

Lo sportivo, infatti, viene rieducato al compimento del gesto atletico e viene aiutato a recuperare a pieno il livello di performance sportiva antecedente all’infortunio.

Quali sono le patologie più riscontrate tra gli sportivi?

Le patologie più frequenti in ambito sportivo sono di tipo traumatico e interessano muscoli e articolazioni.

A carico dei muscoli, si verificano spesso:

stiramenti;

distrazioni;

strappi.

Le articolazioni, invece, sono soggette a:

distorsioni;

lussazioni.

Più rari sono i casi di fratture da stress, ossia microtraumi ripetuti nel tempo.

Come sono trattati i traumi sportivi?

Il percorso terapeutico è diverso a seconda del trauma, dell’articolazione o del tessuto interessati e anche del paziente.

In ogni caso, si ricorre a tecniche manuali, esercizi terapeutici, mezzi strumentali e tecniche di bendaggio.

Tuttavia, ciò che è davvero importante è la motivazione e il supporto forniti all’atleta: il fisioterapista dovrà trovare un punto di equilibrio tra le esigenze terapeutiche e la voglia del soggetto di tornare ad allenarsi prima possibile, per evitare che i progressi siano rallentati e che si verifichino traumi successivi.

Quali sono le tecniche più utilizzate in questo ambito?

Le tecniche a cui si ricorrere nella riabilitazione sportiva sono di diverso tipo:

tecniche manuali, ossia quelle manovre eseguite dal fisioterapista, come il massaggio sportivo, che ha lo scopo di distendere e rilassare il tessuto miofasciale;

tecniche di bendaggio o bendaggio funzionale, che si serve di fasce adesive più o meno rigide per stabilizzare un’articolazione dolente, instabile o ancora in fase di recupero, così da ridurre il rischio di infortuni; il taping rientra tra le tecniche di bendaggio e viene effettuato con cerotti adesivi elastici per stabilizzare un’articolazione, ma anche per drenare edemi ed ematomi conseguenti a contusioni o distorsioni; la direzione, la forma e la tensione dei cerotti variano a seconda dello scopo perseguito;

esercizio terapeutico per rieducare il soggetto al movimento mediante l’esecuzione attiva di esercizi specifici e l’utilizzo di strumenti adeguati;

terapia strumentale, ricorrendo a tecarterapia, ultrasuoni, laserterapia, onde d’urto, elettroterapia o ipertermia.